Reach the bourgeois and rock the boulevardSome say I'm negative, but they're not positiveBut what I got to give, (the media says this?)Red black and green, you know what I meanDon’t Believe the Hype!(Public Enemy - Don’t believe the hype)
Eh si, il 2014 è finito e ci ha lasciato tantissimi bei film da ricordare (Lego Movie, Guardians of the Galaxy, CA: Winter Soldier, X-Men:DOFP, Gravity) e, per quello che mi riguarda, un solo vero ricordo negativo (Maledettissimo “Monuments Men”). Ma il mio 2015 è iniziato con qualcosa di inaspettato ed altrettanto preoccupante, la battaglia, a suon di trailer, tra due film biografici che, da subito, ho capito di non poter mancare di vedere: “The Imitation Game” ed “American Sniper”.
Prima di iniziare metto in gioco la carta “SPOILER ALLERT” anche se sinceramente per parlare di due film biografici non dovrebbe servire.
Soggetto contro Regista
Bene, prima settimana dell’anno, tanti bei giorni di festa per andare al cinema e… quale vedere per primo? Già perché la scelta può sembrare banale ma l’ordine in cui si guardano i film è importante quanto l’abbinamento di un buon vino al tipo di piatto che si sta mangiando. Se il primo film fosse troppo bello, il secondo potrebbe apparire meno ben fatto di quanto in realtà lo sia ma se il primo film fosse un disastro bhe, il secondo potrebbe apparire eccellente per contrasto. E’ un po’ quello che accade al nostro senso del gusto dopo che ci si è lavati i denti: Il cioccolato sa di menta, la mozzarella sa di menta, la peperonata della nonna sa di menta, la vostra ragazza...questa ve la lascio sperimentare da soli.
Alla fine, mi sono buttato quasi istintivamente su “The Imitation Game”. Vero, “American Sniper” è di Clint Eastwood ed io amo il Clint Regista in maniere che lui, da repubblicano convinto, non penso apprezzerebbe ma il soggetto del suo film (Il cecchino Americano Chris Kyle) non poteva competere con Alan Turing, uno dei miei miti più assoluti.
Il Signor Turing
The imitation game segue infatti una parte della vita del matematico Alan Turing…
...dai ragazzi, il “test di turing”, “Colossus”, la decodifica del codice “Enigma”...
...ok, per coloro i quali non vivono di pane e seconda guerra mondiale come me, Turing (Interpretato da
Il nostro protagonista, in particolare (e qui torno alla sinossi del film) è l’ideatore di una macchina (La macchina “Bomba” che nel film chiama “romanzatamente” Chritopher, in ricordo di un amico di infanzia) che si può considerare a tutti gli effetti il primo calcolatore elettronico (o computer elettronico) della storia.
Il film si concentra principalmente (oltre che sul suo lavoro) sui rapporti personali che Turing instaura con Joan Clarke (Keira “asse da stiro” Knightley) e Hugh Alexander (Matthew Goode), rispettivamente l’amica/fidanzata e l’amico/rivale, alternando all’arco di storia principale flashback alla sua infanzia ed all’amicizia/amore con Christopher e flash-forward in cui viene indagato per spionaggio ed atti osceni (l’omosessualità nel Regno unito è stata illegale fino al 1967). Gli aspetti dell’omosessualità di Turing e del suo rapporto con la Clarke sono quelli più controversi del film, criticato per aver messo molto in secondo piano la sessualità del protagonista a favore di un intreccio romantico. Di questo però, parleremo più avanti.
Salvate il soldato Kyle
Parlare di Chris Kyle con la passione riservata al signor Turing mi viene difficile. Sarà pure un eroe di guerra in America (Fuck Yeah!) ma sinceramente tutto quel che so di lui viene dal film e dalla pagina di wikipedia che ho letto la sera prima di vederlo. E’ il cecchino con più uccisioni a referto della storia dell’esercito degli Stati Uniti D’America (Fuck Yeah!), con 160 uccisioni ufficiali a referto (con quelle non ufficiali si dice vada oltre i 200).
Sinceramente l’idea di valutare un soldato per numero di uccisioni come si fa coi gol di Di Natale in Serie A mi mette un po’ ribrezzo ma, prima di vedere il film, questo era l’unico dato in mio possesso per poter valutare il valore del personaggio e, non posso che ammettere, è un dato abbastanza impressionante.
A interpretare Kyle c’è Bradley Cooper ma giuro che non me ne sono accorto fino a 3 minuti dalla fine del film quando, girandomi verso
Nota personale: Dopo aver visto la Miller in “AS” e la Knightley in “TIG” ho concluso che Hollywood ha deciso di uccidere per denutrizione le sue attrici. Forse sarebbe il caso di mettere un po’ di carne su queste ragazze e finirla con gli spaventapasseri sul grande schermo...ma va bhe.
Piccoli difetti che si notano
Prima di dire la mia sull’argomento mi sento in obbligo di precisare: non ho studiato “cinema” all’università, non faccio il regista ne mi ritengo esperto di regia o cinematografia, non parlerò quindi di aspetti tecnici ma solo di impressioni “da utente”.
In “The Imitation Game” i problemi si concentrano tutti su “romanzatura” e “traduzione”. Il povero comandante Denniston (persona realmente esistita) è stato dipinto come il “cattivo” di turno, tanto da essere interpretato da Charles “Tywin Lannister” Dance (i nipoti di Denniston hanno protestato non poco sul modo in cui il nonno è stato ritratto), l’omosessualità di Turing viene “nascosta” al pubblico per una buona metà di film, nel disperato tentativo di far credere alle ragazze in sala che ci sia una storia romantica e che non si parlerà solo di bombe e convogli navali fino alla fine. Per buona parte del tempo poi, Cumberbatch interpreta Turing esattamente nella stessa maniera in cui interpreta Sherlock Holmes, tanto da farmi pensare che, da li a poco, sarebbe comparso il Dottor Watson per dargli una mano. A tutto questo aggiungiamo il fatto che, nella versione Italiana, la frase chiave del film è stata tradotta in modo tale da risultare inascoltabile:
Originale: Sometimes it is the people who no one imagines anything of who do the things that no one can imagine.
Traduzione: Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.
Per quel che riguarda “American Sniper” invece i problemi si riassumono tutti con una, singola, parola: ‘MERICA!
Non è possibile guardare questo film senza sentirsi catapultati in una pubblicità versione “extra long” per il partito Repubblicano Americano (Fuck Yeah!). Ogni singola scena potrebbe fare da video ufficiale a “The Star Spangled Banner” (l’inno degli Stati Uniti), ogni dialogo potrebbe riassumersi in un “Noi siamo buoni e spariamo ai cattivi”, pare quasi, a volte, di vedere il film che Shoshanna Dreyfus deve proiettare per Hitler nel suo cinema di Parigi ne “Bastardi Senza Gloria” di Tarantino. (Ehi, ora che ci penso: quel film, Orgoglio Della Nazione, narrava la vera storia di un cecchino nazista, onorato per avere ucciso un centinaio di nemici...coincidenze?).
Mettiamo le cose in chiaro: non ho nulla di personale contro il partito Repubblicano. Se siete Repubblicani buon per voi, continuate a negare Darwin, sparare alle persone di colore diverso dal vostro e dare contro agli omosessuali come se fossimo nel 1815, non posso e non voglio certo impedirvi di farlo ma, se dovete pubblicizzare i vostri ideali tramite mezzi cinematografici, non potete farlo con un filo di sottigliezza in più?
Anche il modo in cui è ritratto Chris Kyle è tanto surreale da risultare quasi comico. Per i primi 93 secondi di film è uno spiantato che vive in una roulotte e viene cornificato dalla fidanzata, poi si arruola e in 15 secondi netti diventa tanto perfetto da sembrare il figlio illegittimo di Chuck Norris e Bear Grylls. In battaglia (ed anche al suo ritorno) non prova rancore per nessuna uccisione, non sbaglia, non manca, non ha dubbi. La sua unica preoccupazione è quella di “Salvare altre vite Americane” e quando torna a casa il suo unico, grande rimorso (che lo tortura giorno e notte) è “Non aver salvato abbastanza vite Americane”.
Insomma: ‘MERICA!!! (Fuck Yeah!)
Per ogni meno, cento più
Si, lo so, nel leggere i paragrafi qui sopra avete pensato che i due film in questione non mi siano piaciuti ma, credetemi, i difetti sopra citati me li sono andati a cercare, rispolverando il ricordo di questi due film più e più volte nella mia mente e pignoleggiando, lente di ingrandimento alla mano, tra le tantissime, ottime cose che ho visto.
The Imitation Game è uno di quei film che parte piano, che per i primi dieci minuti ti lascia quasi interdetto, facendoti domandare se stai solo guardando una puntata di Sherlock in TV, per poi aggrapparsi a te prendendoti per l’esofago, trascinandoti lentamente ma inesorabilmente verso lo schermo fino a farti immergere completamente nella vita di un grande uomo. Al termine della proiezione, quando le luci della sala si sono accese, stavo piangendo come una dodicenne che si è persa un concerto di Justin Beiber e, come me, si era commossa buona parte del pubblico presente. La scena in cui Cumberbatch descrive il test ti Turing, poi, è di quelle che mettono la pelle d'oca. Forse sono io che conosco e adoro l'argomento, forse ho visto il film indossando le mie lenti da "Cumberbitch", sta di fatto che, quasi come il poliziotto che lo sta interrogando in quel momento, sono rimasto a bocca aperta al termine del discorso.
American Sniper regala sensazioni diverse, è più intenso, più aggressivo. Per tutto il film sono rimasto con gli occhi ben incollati allo schermo, senza quasi accorgermi dei minuti che passavano. Il tragico destino di Kyle non commuove quanto quello di Turing, vero, ma la sua storia è avvincente e certamente più eccitante. Il finale mostra la processione funebre del militare con veri filmati presi, presumo, da youtube. Sono scene che per noi, non avvezzi alle esagerazioni degli Statunitensi, possono sembrare inusuali ma che ci danno sicuramente un'idea di quale impatto abbia avuto la storia di Chris Kyle sulla sua nazione ed, in particolare, sul Texas. Quanti di noi possono, in fondo, dire di aspettarsi che il proprio funerale si svolgerà in uno stadio stracolmo di gente venuta a darci l'ultimo saluto?
La Conclusione
Se volete scegliere quali di questi film vedere il mio consiglio è questo: guardateli tutti e due. Se siete nel braccio della morte e vi è concesso un solo film prima dell’esecuzione guardate quello che tratta l’argomento che vi sta più a cuore. Personalmente The Imitation Game è sicuramente la mia prima scelta ma mi rendo conto che l’argomento trattato non può non fuorviare, anche solo di poco, la mia opinione.
Qualunque sia la vostra decisione finale però non c’è dubbio: il 2015 è iniziato nel migliore dei modi, ora aspetto con ansia “Selma” e “The Theory Of Everything”. Forse questo sarà l’anno dei grandi film biografici.
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