mercoledì 8 marzo 2017

L'anime che non esiste


Vi è mai capitato di innamorarvi di una persona, frequentarla e poi di punto in bianco un bel giorno la trovate completamente diversa?

Ecco è quello che ho provato quando ho fatto il primo incontro con questo anime… allora giovinetto sono rimasto molto deluso e perplesso… fino a che un giorno parlando con un caro amico “maestro e massimo esperto di anime” (Alex Vix) scopro che la serie che ho amato non è mai esistita!!!!.
Cominciamo dall’inizio:

Nel 1982 l’animazione di fantascienza giapponese viene travolta da un nuovo titolo, Macross. Ideata e disegnata da un grandissimo character designer, Haruiko Mikimoto , e prodotta da uno dei “grandi vecchi” dell’animazione giapponese, Ippei Kuri, la serie Macross, anche se con soli 36 episodi, riuscì a far breccia nel cuore degli appassionati orfani di Gundam, aggiungendoci un ottimo mecca-design ad opera di Masaharu Kawamori (di cui i magnifici Valkirie rappresentano la più geniale invenzione) e soprattutto l’inserimento di un personaggio, Lynn Minmay, primo vero esempio di “Idolo” virtuale della storia.

E fin qui tutto bene…

Peccato che adocchiata dalla “Harmony Gold” la serie con un potenziale mostruoso anche in occidente era troppo breve i per i nostri standard, dunque che fare??? Semplice prendere due fork di Macross attaccare le tre serie che non centravano niente l’una con l’altra tutte insieme e invetare Robotech, ecco che come numero di episodi adesso c’eravamo: Macross (36), Souhern Cross (23) e Mospeada (25), totale 84
A questo punto si doveva solo da adattare le storie dei tre anime. L’ordine scelto fu quello appena accennato… cosa che provoca già la prima curiosità in quanto come anni di produzione Mospeada (1983) veniva prima di Southern Cross (1984); comunque alla povera Southern Cross toccò di sicuro il destino peggiore….

ovviamente una serie “centrale” doveva essere quella su cui lavorarci di più in quanto il suo compito sarebbe stato esclusivamente rendere il più “fluida” possibile la storia. Se a questo si aggiunge che anche in Giappone delle tre, Southern Cross è di sicuro l’anime più scadente, ecco apparire una triste fine!
Comunque a parte tutto, non potrò mai dimenticare  gli aerei caccia trasformabili in robot da combattimento, i Veritech, che lo inseriscono di fatto tra nel genere mecha; una nota speciale per l’aiutante di plancia Lisa Hayes che con la sua tormentata storia con il pilota di Veritech Rick Hunter, a mio parere, quanto meno per quel che mi riguarda sono stati i veri protagonisti della passione che ho provato per questo anime, e in parte che anche della delusione quando non più presenti loro, con l’inizio del blocco di Southern Cross.

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